venerdì 11 novembre 2011

FAR FINTA DI ESSERE SANI - Giorgio Gaber (Testo e video)




Negli anni sessanta arriva un linguaggio di massa, viene modellato un frasario nuovo, perché lo hanno imposto decine di milioni di giovani abituati a dedicare buona parte del loro tempo libero all'ascolto delle canzoni della nuova musica.
Chi, per esempio, non conosce Giorgio Gaber?
Il testo di questa canzone è tra i più noti del suo repertorio. Anche questa composizione, come tante altre di numerosi autori, è stata ripetuta a mente o a voce da schiere di giovani, che in questo modo ne hanno assorbito, con il linguaggio, anche la mentalità.
  

  
FAR FINTA DI ESSERE SANI - Giorgio Gaber

Vivere... non riesco a vivere
ma la mente mi autorizza a credere
che una storia mia, positiva o no,
sia qualcosa che sta dentro la realtà...

Nel dubbio mi compro una moto
telaio e manubrio cromato
con tanti pistoni, bottoni, accessori più strani,
far finta di essere sani,
far finta di essere...

Insieme a una donna normale
che sappia anche essere fedele
comprando collane, profumi e creme per mani
far finta di essere sani,
far finta di essere...

Vanno, tutte le coppie vanno,
vanno, la mano nella mano,
vanno, anche le cose vanno,
vanno, migliorano piano piano,
le fabbriche,
gli ospedali,
le autostrade,
gli asili comunali,
e vedo bambini cantare,
in fila li portano al mare,
non sanno se ridere o piangere
battono le mani
far finta di essere sani,
far finta di essere sani,
far finta di essere...


In queste parole si sente il disagio dell'autore, non riesce a vivere, in questo mondo in cui tutto è programmato e meccanizzato, ma si accorge al tempo stesso che forse la sua storia non è del tutto positiva. Eppure, val la pena di raccontarla.
Far finta di essere...: allora la nostra vita quotidiana è solo apparentemente sana, normale, logica. Facciamo tante cose, compriamo tanti oggetti, ci divertiamo perfino con le moto cromate, ma siamo malati e chiudiamo gli occhi per non vederlo.
E in questo grande calderone che è la vita di tutti i giorni, sembra che nulla debba fermarsi. Ogni uomo ed ogni cosa vanno avanti per la loro strada: ma dove sono diretti?
I bambini vanno perfino al mare (nelle spiagge affollatissime) e sono indecisi se ridere o piangere, pur battendo le mani per fare un po' di fracasso, e così distrarsi.


1 commento:

Anonimo ha detto...

grande Gaber!!!!
Sonia :-********