mercoledì 23 novembre 2011

CONTESSA - Paolo Pietrangeli (Testo e video)

Paolo Pietrangeli
   
CONTESSA


"Che roba contessa, all'industria di Aldo
 han fatto uno sciopero quei quattro ignoranti;
volevano avere i salari aumentati, 
dicevano pensi, di essere sfruttati.
E quando è arrivata la polizia 
quei quattro straccioni han gridato più forte,
di sangue han sporcato i cortili e le porte, 
chissà quanto tempo ci vorrà per pulire...".

Compagni dai capi e dalle officine
prendete la falce e portate il martello,
scendete giù in piazza e picchiate con quello,
scendete giù in piazza e affossate il sistema.

Voi gente per bene che pace cercate,
la pace per fare quello che voi volete,
ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra,
vogliamo vedervi finire sottoterra.
Ma se questo è il prezzo lo abbiamo pagato,
nessuno più al mondo dev'essere sfruttato.

"Sapesse, contessa, che cosa mi ha detto
 un caro parente dell'occupazione,
che quella gentaglia rinchiusa là dentro 
di libero amore facea professione....
Del resto mia cara, di che si stupisce? 
anche l'operaio vuole il figlio dottore
e pensi che ambiente ne può venir fuori: 
non c'è più morale contessa....".

Se il vento fischiava ora fischia più forte,
le idee di rivolta non sono mai morte;
se c'è chi lo afferma non state a sentire,
è uno che vuole soltanto tradire.
Se c'è chi lo afferma sputategli addosso,
la bandiera rossa ha gettato in un fosso.


Voi gente per bene che pace cercate,
la pace per fare quello che voi volete,
ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra,
vogliamo vedervi finire sottoterra.
Ma se questo è il prezzo lo abbiamo pagato,
nessuno più al mondo dev'essere sfruttato.
  


   

"Contessa" fu scritta da Paolo Pietrangeli nel maggio 1966, in occasione della prima occupazione studentesca dell'Università di Roma, in seguito all'assassinio fascista di Paolo Rossi (al centro dell'episodio i futuri protagonisti romani della strategia della tensione e della "strage di stato"), la canzone divenne la più eseguita nei cortei e nelle manifestazioni del 1968.
Magari, come succede per tutte le canzoni popolari, con qualche modifica (in questo caso, nel ritornello, gli imperativo di seconda persona plurale - prendete, portate, scendete, picchiate, affossate - sono spesso diventati imperativi di prima persona  - prendiamo, portiamo, scendiamo, picchiamo, affossiamo).
Pubblicata per la prima volta nel maggio 1967 su "Roma altro", è stata poi incisa varie volte.
Ricordo paolo Pietrangeli in un 45 giri dei "Dischi del Sole" e nel LP "Mio caro padrone domani ti sparo" (Dischi del Sole)..., Giovanna Marini nel LP "Controcanale'70"..., il Nuovo Canzoniere Milanese ne "Il bosco degli alberi"..., il Canzoniere Internazionale in "Il bastone e la carota".

Sta...

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