martedì 29 novembre 2011

7 - LA MUSICA NELLA SECONDA METÀ DELL'OTTOCENTO - L'operetta


   

___Darò qui un rapido cenno a questa forma musicale, che incontrò a suo tempo il larghissimo favore del pubblico. Non tornerò più su questo argomento: la storia e il successo dell'operetta sono infatti limitati al periodo terminale del XIX secolo e ai primi decenni del Novecento. Oggi non dice più nulla alla nostra sensibilità.

L'operetta nasce dal "Singspiel” che fu, come abbiamo visto in precedenza, una rappresentazione musicata e recitata assai in voga in Germania. La prima operetta fu composta nel 1854 dal francese Hervé, ma essa raggiunse una sua dignità artistica con Jacques Offenbach (1819-1880), anch'egli francese, che perfezionò questo genere musicale, arricchendolo con forme tratte dall'opera ("aria", "ouverture", il coro, ecc. ). Tra le sue creazioni migliori "Orfeo all'inferno" e "La bella Elena".
  


   

L'operetta si evolse poi, con minore aggressività e più accentuato sentimentalismo, in una sorta di farsa musicale, soprattutto con gli austriaci Franz Von Suppé (1819 1895) - sua opera più nota "Cavalleria leggera" - e Johanr Strauss junior (1825-1899), che divenne il massimo esponente della operetta viennese. Particolare di rilievo: mentre nella operetta di Offenbach il ruolo di filo conduttore musicale era svolto dal famoso "can-can", in quella di Straus tale funzione appartiene al "valzer".
Assolta, occorre dire, con tale successo che il musicista viennese è passato alla storia come il "re del valzer", grazie ai celeberrimi "Danubio blu", "Sangue viennese", ecc.
Importanti, per tecnica compositiva, sono, di Strauss, "Zingaro barone" e "Il pipistrello".

Nei primi anni del Novecento vennero introdotti nell'operetta motivi derivati dal folklore slavo e soprattutto ungherese (con le "czardas"), mentre nel 1920 furono utilizzati anche motivi popolari americani. Tra gli autori di maggior successo di questa seconda stagione operettistica, è l'ungherese Franz Lehar (1870-1948), cui si devono le arcinote "Vedova allegra" e "Danza delle libellule".

L'operetta italiana derivò da quella viennese ed ebbe in Ruggero Leoncavallo, con la "Reginetta delle Rose", Mario Costa (1858-1933), con "Scugnizza", Giuseppe Pietri (1886 1946) con "Addio giovinezza" i maggiori esponenti.


Sta...

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