martedì 29 novembre 2011

3 - LA MUSICA NELLA SECONDA METÀ DELL'OTTOCENTO - Richard Wagner (The music in the second half of the Nineteenth)

Richard Wagner

RICHARD WAGNER E IL RINNOVAMENTO DELL'OPERA TEDESCA


Con Richard Wagner, l'opera tedesca si impose a livello mondiale. Nato a Lipsia nel 1813, Wagner fu certamente uno dei più luminosi rappresentanti della cultura non solo musicale dell'Ottocento. Egli iniziò a comporre, da giovane, imitando modelli tradizionali, soprattutto francesi, come è il caso del "Rienzi", sua prima creazione di una certa importanza. Successivamente egli cercò motivi di ispirazione nelle opere tedesche e in musicisti come Weber. Ed è proprio nei suoi nuovi lavori - il "Tannhauser" e il "Lohengrin" - in cui la strumentazione presenta forti caratteri di novità rispetto alla tradizione, che Wagner comincia a dar corpo a quella che è la sua aspirazione di fondo: giungere ad una forma di teatro, di dramma "totale" (che - egli chiamò Wort-Ton-Drama) capace di fondere in una combinazione omogenea tutte le arti ossia la musica, il teatro, la prosa, la pittura, la scenografia, ecc.

Wagner proponeva, in tal modo, una radicale riforma dell'opera: la musica, infatti, avrebbe dovuto seguire, in funzione subordinata, l'azione drammatica. Quindi Wagner escludeva che la musica potesse avere, nel "dramma totale", forme proprie (come i singoli "numeri" dei cantanti); propugnava l'assoluta comprensibilità del testo, sostenendo di conseguenza l'abolizione dei "cori" e degli "insiemi" che ostacolavano la comprensione e addirittura la percezione delle singole parole. La musica, per Wagner, doveva essere prevalentemente - se non esclusivamente -, descrittiva, a sostegno dell'azione scenica. Nel dramma musicale wagneriano la poesia doveva dominare su tutte le altre arti, mentre i diversi momenti musicali dovevano essere collegati tra loro da un unico tema musicale ricorrente ("leitmotiv").Wagner precisò in diversi scritti le sue teorie che realizzò poi nel dramma musicale “Tristano e Isotta” del 1859.
Nelle opere successive - i "Maestri cantori di Norimberga", "Crepuscolo degli Dei", "Parsifal" - egli sembra cambiare strada, tanto che riutilizza i "corì".
Dal punto di vista tecnico, meriti di Wagner furono la modifica degli schemi della strumentazione - di cui accrebbe il peso e l'importanza - e la creazione di un linguaggio musicale completamente nuovo. L'influenza che esercitò negli ultimi anni dell'Ottocento fu immensa e non vi fu compositore, che non fosse tentato di accoglierne la lezione o, come più spesso accadde, di imitarlo. Ciò si verificò proprio in Germania, dove l'opera non espresse più alcuna personalità di rilievo.


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