martedì 29 novembre 2011

2 - LA MUSICA NELLA SECONDA METÀ DELL'OTTOCENTO - Gli operisti italiani (The Italian opera)

Francesco Saverio Mercadante
  
Se Verdi fu l'insuperato protagonista dell'operismo italiano dell'Ottocento, altri musicisti. si cimentarono in questo prestigioso settore con ottimi risultati. Tra di essi Francesco Saverio Mercadante (1795-1870), autore di una sessantina di opere tra cui "Il Giuramento"...
   
Amilcare Ponchielli 
  
 Amilcare Ponchielli (1834-1886), uno dei maggiori compositori italiani che deve la sua fama soprattutto alla "Gioconda", di impronta verdiana...
   
Arrigo Boito
    
 Arrigo Boito, che abbiamo già incontrato in letteratura quale fautore della Scapigliatura. Boito, oltre a comporre il "Mefistofele" - un'opera nella quale cercó di mettere a frutto la lezione che veniva da Wagner - collaborò con Verdi scrivendo per lui, in maniera davvero geniale, i libretti dell'Otello e del Falstaff.
  
Alfredo Catalani 
  
L'influenza wagneriana è avvertibile nella musica di Alfredo Catalani (1854-1893), anch'egli uno "scapigliato", Tuttavia Catalani, autore di due delicate opere, “Loreley" e "Wally", seppe assimilare le innovazioni del grande musicista tedesco con molta sensibilità, piegandole alle sue intenzioni con misura e gusto.
  
Pietro Mascagni
  
Ruggero Leoncavallo
  
Umberto Giordano
  
Con Pietro Mascagni (1863-1945) e Ruggero Leoncavallo (1858-1919) assistiamo a un tentativo di composizione staccata da ogni riflusso esterno. Vi è in entrambi la pro posta di un'opera "verista". Il primo con "Cavalleria rusticana" (ispirata a una novella del Verga) e il secondo con i "Pagliacci", si caratterizzarono quali autori popolari, capaci di riprodurre sentimenti ed emozioni assai immediati, anche se non sempre riuscirono a evitare approssimazione e banalità. Analogamente si può dire di Umberto Giordano (1867-1948), anch'egli collocato nel filone verista (sue opere: la "Fedora" e "Andrea Chenier") ma privo di quel la brusca sincerità che era apparsa la dote migliore di Mascagni e di Leoncavallo.
  
Giacomo Puccini
  
La personalità che, a un più alto livello, conclude l'Ottocento operistico italiano, è Giacomo Puccini (1858-1924). Nelle sue opere ("Manon Lescaut", "Bohème", "Tosca", "Madame Butterfly", "La fanciulla del West" e la "Turandot", quest'ultima pubblicata dopo la sua morte) si riflettono oltre che gli influssi culturali dell'Europa di fine secolo, i sentimenti, il modo di pensare ispirati a un Romanticismo ormai fuori tempo, di una società piccolo-borghese fortemente convenzionale. Ciò nonostante Puccini riesce a riscattarsi, in forza della ricchezza dei temi e della sua cultura musicale (che lo porta a utilizzare l'esperienza di musicisti quali i francesi Massenet e Debussy), anche se non pochi momenti della sua musica sanno di artificioso e di dolciastro.


Sta...

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